(g.l.) «La paura è profondamente umana e il coraggio non consiste nel non averne, ma nel saperla vincere o gestire: è questo uno dei temi affascinanti a cui il Mittelfest ci ha abituato in questi anni e su cui è imperniata questa edizione, particolare perché sarà l’ultima del direttore artistico Giacomo Pedini e la prima del nuovo presidente Toni Capuozzo. È l’occasione per dare il benvenuto alle nuove cariche e, al contempo, per ringraziare chi le ha precedute, per il lavoro eccellente svolto in questi anni». Lo ha affermato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, a margine dell’inaugurazione, a Cividale del Friuli, della 35ma edizione del festival internazionale di teatro, musica, danza e arte circense in svolgimento fino al 26 luglio.Nel suo intervento all’inaugurazione – avvenuta all’interno della chiesa di San Francesco e moderata dal condirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, alla quale sono intervenuti il neo presidente Toni Capuozzo, il nuovo sindaco di Cividale Attilio Vuga e il direttore artistico Giacomo Pedini, con performance musicale di Leo Virgili -, l’esponente della Giunta Fedriga ha ribadito il pieno sostegno della Regione Fvg a un festival che interpreta perfettamente il concetto di “cultura di frontiera”.
«La cultura di frontiera – ha ribadito il vicegovernatore – è curiosa delle identità che stanno al di là del confine, ma prima di tutto vuole conoscere la propria: esplorando musica, teatro, circo che viene da un altrove proponiamo il meglio del nostro Friuli. Sosteniamo con convinzione la cultura di frontiera, che immaginiamo a metà strada tra una visione politica della cultura del futuro e un nuovo genere letterario a cui ciascuno, con la propria sensibilità, può apportare il proprio contributo. Il confine non deve più essere considerato solo come la fine di qualcosa, un muro o una divisione, ma va immaginato come un luogo di incontro e di confronto, come una nuova opportunità di amicizia con chi sta al di là della frontiera».
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Ecco le proposte di oggi
Oggi, 19 luglio, Mittelfest 2026 propone una giornata densa e internazionale, con spettacoli che attraversano circo, danza, teatro e musica, dal mattino a sera. E, a partire proprio dalla serata, la giornatasi chiude in Piazza Duomo, alle 21.30, con l’energia della prima nazionale di Lumen dei Dagadana (Polonia – Ucraina): mille concerti in trentaquattro Paesi, musica tradizionale polacca e ucraina fusa con la fusion, l’elettronica sperimentale e l’art pop, in una storia in musica sulla luce che ognuno di noi porta dentro. Da non perdere per chi ama il teatro internazionale, alle 19.30 al Teatro Ristori, prima nazionale di Chi perdona (Under the Shade of a Tree I Sat and Wept) di Jeton Neziraj, con la regia di Blerta Neziraj: una coproduzione internazionale tra Kosovo, Sudafrica, Portogallo, Italia, Germania, Norvegia e Francia che mette in crisi le nostre idee sulla verità e la giustizia. Nel 1990 il Kosovo lancia un movimento per riconciliare le faide sanguinose; nel 1995 il Sudafrica istituisce la Commissione per la Verità e la Riconciliazione dopo l’apartheid. Se trent’anni fa si credeva che la verità ci avrebbe liberati, cosa ci libera oggi nell’era della post-verità?
Ma la domenica è per tutti e comincia già alle 10 alla Casa per Anziani di Cividale con “Che si fa stasera?”: Capuozzo, Pedini e gli artisti presenti che presentano programma e temi della giornata. Alle 11 nell’Orto delle Orsoline con la prima assoluta di Tuba di Expectativa Zero (Germania – Argentina), nell’ambito del Progetto Famiglia: un concerto di tuba a base di clown che celebra il fallimento come materia viva della drammaturgia. Errori, deviazioni e incidenti non sono ostacoli da superare, ma occasioni per costruire un momento condiviso in cui il fallimento si trasforma in una celebrazione collettiva. Spettacolo per tutte le età. Alle 12 nel Curtîl di Firmine, Kaffee dedicato a Bébi. Il primo amore: Andrea Bosca e Giacomo Pedini incontrano il pubblico moderati da Roberto Canziani. Ingresso libero.
Nel pomeriggio, alle 16, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, arriva dalla Repubblica Ceca Chuck My Life di Arman Kupelyan, vincitore di Mittelyoung 2026: Chuck lotta contro le esigenze della vita quotidiana armato di butō giapponese in versione clown, in uno spettacolo in cui goffaggine e precisione, insistenza e vulnerabilità convivono in uno sguardo straordinario sulla condizione umana. A seguire, alle ore 18.30, Adam’s Apple della Company Creama (Svizzera), vincitore del Premio della Giuria Special Jury Award a Mittelyoung 2026: uno spettacolo di danza umoristico che parte dalla storia biblica di Eva per arrivare alla vergogna che le donne provano nei confronti del proprio corpo, in un invito ad abbracciare la propria fisicità e a sconfiggere la paura di essere viste.
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Sipario, dunque, alzato ufficialmente sulla 35ma edizione di Mittelfest dedicata alla paura, tema scelto dal direttore artistico Giacomo Pedini che firma il suo ultimo cartellone dopo sei anni di incarico. Nell’occasione, il giornalista Mosanghini ha moderato un talk tra Capuozzo, Pedini e il sindaco Vuga sul tema della paura, ma anche su presente e futuro del festival. «Ho assistito ai primi spettacoli di questo Mittelfest che mi hanno emozionato e coinvolto – ha sottolineato Capuozzo -. Sto conoscendo le persone, il lavoro, la macchina organizzativa di chi da anni, e decenni, porta avanti l’avventura del festival. Voglio lavorare perché il rapporto con il territorio si rinsaldi e cresca: Mittelfest deve essere vetrina sul mondo, ma anche luogo che dia voce al territorio stesso. La sfida è fare cultura alta e farla incontrare con quella popolare, parlare un linguaggio universale, affrontare i grandi temi senza risultare troppo distante dalle persone».
Sono 32 i progetti artistici provenienti da 16 Paesi che si avvicendano sul palco fino a domenica 26 luglio, dopo i primi due giorni di festival, dedicati alla paura. «La paura – ha sottolineato Pedini – è un’emozione che ci riguarda tutti. Nasce da qualcosa che ancora non c’è, che deve arrivare: ci salva, ci fa percepire il pericolo e può diventare la forza per prenderci ciò che desideriamo». Pedini ha anche parlato dei sei anni della sua direzione artistica che si conclude con questa edizione: «Di questi anni mi resta tantissimo. Ne cito tre: il fatto di aver portato il circo tra le categorie permanenti del festival, lo spettacolo itinerante dei Rimini Protokoll, che attraversava Cividale dal cimitero fino alle piazze e al supermercato in un’esperienza nuova dei luoghi. E poi lo spettacolo dedicato a Pierluigi Cappello con Giuseppe Battiston: sono rimasto commosso da come i suoi versi siano diventati, in quel momento, un rito comune per chi era presente». «La Regione ha fatto bene a scegliere Cividale per questa manifestazione nel 1991, e a continuare a sostenerla qui, guardando sempre oltre i confini. Mittelfest non è solo spettacolo: è qualcosa di più, un tema che va oltre il singolo evento in scena e che dà grande valore al territorio», ha commentato invece il sindaco Vuga, esprimendo il benvenuto della città longobarda a tutti coloro che fruiranno delle proposte del festival in questa ricchissima settimana. Un insieme di spettacoli di prim’ordine messi in scaletta proprio dal genio di Giacomo Pedini per indagare quel sentimento che riguarda tutti: la paura!
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In copertina, il presidente del Mittelfest Toni Capuozzo con il sindaco di Cividale Attilio Vuga; all’interno, due immagini della cerimonia inagurale alla quale è intervenuto il vicepresidente della Regione Fvg Mario Anzil.
(Foto Luca d’Agostino)
